giovedì 28 luglio 2016

Aggiornamenti random - nuvole, fiori e arredamento

Ora che siamo tornati dalle vacanze e siamo di nuovo senza ospiti qui ad Amburgo, la vita ha ripreso il suo solito corso. Ho pensato, quindi, di riprendere anche le buone vecchie abitudini. Tipo gli aggiornamenti inutili. Comincio io, se vi va potete contribuire nei commenti.


Mentre ero a Berlino alcuni giorni fa, ho scoperto un negozio delizioso - di cui avevo parlato qui. Ho proprio dovuto prendere questa giostrina con le nuvolette di stoffa per piper-baby, la trovo adorabile! e naturalmente l'ho appesa sopra al lettino insieme ad alcune delle mongolfiere.



Parlando di piper-baby, il suo hobby preferito del momento (oltre a quelli già elencati in questo post) è fare ciao ciao con la manina, preferibilmente ad oggetti inanimati. Il suo soggetto preferito da salutare è la lavatrice. Il problema è che fa un gesto molto simile anche per dire "dammelo" e anche per dire "vieni qui", quindi c'è un po' di confusione in casa al momento.


Avevo visto questi contenitori di tessuto sia a Marrakech che a Dubai e, se non ricordo male, anche a Istanbul. Poi li ho trovati anche in Liguria ad un mercatino dove c'era una bancarella di un ragazzo del Ghana che aveva un sacco di questi contenitori e altre cose stupende. Il problema è che io poi da tutti questi posti sono dovuta tornare a casa in aereo e un oggetto del genere non ci sta in nessuna valigia al mondo.
Quando ne ho trovato uno simile qui ad Amburgo, in un negozio che svendeva tutto perché stava chiudendo, non mi sono lasciata scappare l'occasione. (Ma segretamente sogno ancora di potermene portare dietro uno dai miei viaggi un giorno)



Restando in tema di souvenir che riporto dai miei viaggi, generalmente scelgo cose che posso integrare nella vita quotidiana, come vestiti, accessori, lampade, quadri, servizi da te, ecc... (vedi qui). Tendo invece ad evitare soprammobili inutili tipo la classica statuetta della torre Eiffel, perché poi non so che farci né dove metterla. Qualche volta, però, cado in tentazione e compro un oggettino che poi infatti puntualmente non so dove mettere (solitamente sono casi isolati, per fortuna). Oppure raccolgo sassi carini o conchiglie che poi finiscono in un cassetto o a ingombrare una mensola. (Ma attenzione! lo faccio solo nei posti in cui è possibile farlo: ci sono Paesi dove è assolutamente vietato raccogliere e portare via conchiglie, sassi e quant'altro, quindi conviene informarsi prima per evitare problemi legali a volte anche seri!)
Recentemente abbiamo dato una sistemata ad alcuni mobili di casa col fai-da-te, ma abbiamo anche deciso di sostituire il tavolino del salotto perché si era rotto in un angolo e non era più recuperabile.
Abbiamo scelto questo, di cui io sono particolarmente soddisfatta, perché mi permette di avere sotto gli occhi tutto il tempo alcuni ricordi di viaggio che erano finiti a prendere polvere in un angolo.



E, per concludere, un saluto dai miei gigli sul balcone che sono in piena fioritura! (inserire emoticon con gli occhi a cuore qui)



E voi che fate?


mercoledì 27 luglio 2016

36 ore a Berlino - parte 2

(Il tour del primo giorno qui)

Visto che ripartite questa sera, dovrete effettuare il check-out questa mattina, però quasi tutti gli hotel danno la possibilità di lasciare i bagagli a loro fino all'ora della partenza, quindi terremo questo come punto di partenza e arrivo anche oggi.
Se invece avete preso un appartamento per esempio su Air BnB dovrete mettervi d'accordo col propietario.

E ora via col secondo e ultimo giorno di visita della città di Berlino.

36 ore a Berlino: SECONDO GIORNO




martedì 26 luglio 2016

13 anni

“The most beautiful clothes that can dress a woman are the arms of the man she loves. But for those who haven't had the fortune of finding this happiness, I am there.”

"Per una donna l'abito più bello è l'abbraccio dell'uomo che ama. Per chi non ha la possibilità di trovare questa felicità, ci sono io."

- Yves Saint Laurent


 Io sono vestita benissimo da ben 13 anni e sono grata di questo ogni giorno della mia vita.

A Marrakech nel 2014

lunedì 25 luglio 2016

How to: rinnovare casa senza comprare mobili

Ok, questo post è un po' da scoperta dell'acqua calda, ma lo scrivo lo stesso: chissà mai che possa ispirare o motivare qualcuno...

Quando piper-marito e io siamo andati a vivere insieme oltre dieci anni fa (oddio ma la vecchiaia), io mi ero appena laureata e facevo uno stage e lui stava scrivendo la tesi e al contempo faceva uno stage. Dire che le nostre finanze fossero estremamente limitate è essere generosi.
Il nostro primo appartamento era minuscolo e molto fuori mano e per arredarlo ci siamo dovuti ingegnare un po': alcune cose se le è portate dietro piper-marito dalla sua stanza a casa dei suoi, un armadio lo abbiamo ereditato da degli amici che si stavano trasferendo e volevano sbarazzarsene, i divani dai piper-suoceri che stavano comprando il salotto nuovo e via dicendo. Alcune cose abbiamo proprio dovuto comprarle, tipo il tavolo e le sedie, la nostra soluzione fu andare da Ikea e semplicemente prendere il tavolo e le sedie più economici che ci fossero, non potendoci permettere il lusso di scegliere i mobili in base a canoni estetici.
Per un sacco di tempo l'unico pezzo di arredamento che avevamo nel bagno è stato una sedia su cui appoggiare il bicchiere con spazzolino e dentifricio, il sapone e quelle cose lì.

Ora sono passati più di dieci anni e le cose sono cambiate un bel po'. Alcuni dei mobili che comprammo ai tempi, però, sono ancora con noi, nonostante non ci piacciano particolarmente - e questo è dovuto principalmente a due motivi: dopo un po' ci si abitua alle cose e si smette quasi di vederle e poi negli anni abbiamo voluto spendere i nostri soldi in altro modo (principalmente in viaggi), piuttosto che investirli in mobili per un appartamento che non è nemmeno di nostra proprietà.

Ultimamente, però, stavamo diventando un po' insofferenti verso alcuni dei suddetti mobili, soprattutto verso il tavolo e le sedie della cucina che, oltre ad essere di un color legno un po' triste e insulso, recavano ormai evidenti segni di utilizzo. Avevamo già iniziato a guardare qualche catalogo di arredamento, però ad un certo punto un'idea ha iniziato a farsi strada nelle nostre teste: e se dipingessimo i mobili vecchi, anziché comprarne di nuovi?
Io non avevo mai preso in considerazione l'idea prima, perché pensavo che fosse un'operazione titanica, faticosissima, lunghissima e per la quale fossero necessarie competenze particolari. Ho scoperto che non è affatto così e che è anche molto più economico che comprare mobili nuovi. (Come dicevo all'inizio: ho un po' scoperto l'acqua calda, mi rendo conto)
In realtà non posso parlare per me, perché io non ho fatto nulla, ma piper-marito ci ha messo un pomeriggio per ridipingere un tavolo, quattro sedie e due scaffali. Dice che non è stato nemmeno troppo pesante...

Il risultato è che è bastato questo a dare alla casa un'aria nuova, più fresca - e questo, ho scoperto, ha effetti portentosi sull'umore. (Niente, è la giornata delle grandi scoperte scientifiche da queste parti)
Noi abbiamo scelto il bianco perché (come si nota entrando in casa nostra) ci piace particolarmente, lo troviamo riposante, luminoso e si intona perfettamente col resto della casa. Comunque ci sono in commercio vernici davvero in qualsiasi tonalità ormai, quindi tutti possono trovare ciò che fa per loro per rinnovare casa propria, anche chi è molto più incline di noi ai colori.

Coadiuvata da piper-marito, ho messo insieme tutte le informazioni in nostro possesso, nel caso qualcuno volesse cimentarsi in una ristrutturazione fai-da-te. Attenzione, questo è solo il procedimento che abbiamo attuato noi. Sicuramente non è l'unico e forse nemmeno il migliore. Però è stato relativamente veloce ed economico e il risultato è dignitosissimo (vedi foto qui sotto).


venerdì 22 luglio 2016

36 ore a Berlino - parte 1

Come ho accennato nello scorso post, al rientro ad Amburgo dopo le vacanze, mi sono portata dietro piper-cugina, che era già venuta a trovarmi altre volte nel corso degli anni, ma - ho scoperto - non era ancora stata a Berlino. Quando l'ho saputo ho pensato che - trovandosi a tre ore di macchina da casa mia - non potevamo perderci quest'occasione. Sapevo però che sarebbe stata una toccata e fuga: piper-marito in settimana lavora e avrebbe potuto badare a piper-baby solo sabato e domenica. E così siamo saltate in macchina sabato mattina presto e siamo tornate domenica sera. E' stato un fine settimana intenso, ma ne è valsa la pena.
Sono stata a Berlino diverse volte, trovo sia una città favolosa che vale la pena visitare anche se si ha un solo, striminzito fine settimana a disposizione. Meno di 48 ore era quanto avevamo a disposizione io e piper-cugina lo scorso weekend, ma questo non ci ha impedito di sfruttare al massimo il poco tempo utile: servono organizzazione e un programma completo ma super-concentrato e si può fare.
E siccome Berlino, secondo me, è sempre una buona idea, vi propongo il nostro giro che abbiamo diviso in due giorni.
Si può arrivare sabato mattina e ripartire domenica verso sera, facendo una sola notte via e avendo comunque visto le cose principali.
In questo post vi spiego come.

L'ideale è scegliere l'hotel in mezzo ai due giri da fare: in questo modo il punto di partenza e quello di arrivo sono sempre uguali e non si perde tempo con inutili spostamenti: i due tour, infatti, sono pensati per essere fatti a piedi per vedere il più possibile della città e non perdere tempo sui mezzi di trasporto.
La zona assolutamente ideale è la piazza Gendarmenmarkt, dove si trovano diversi hotel in diverse categorie di prezzo.

36 ore a Berlino: PRIMO GIORNO


Arrivate all'hotel in mattinata, che idealmente sarà in piazza o nelle vicinanze. Se avete bisogno di un caffè o di fare colazione dopo il viaggio, sappiate che qui in zona troverete molti bistrot e caffè carini.
E ora si parte, indossate scarpe comode.




lunedì 18 luglio 2016

Come ti neutralizzo il rientro

Parlare di rientro dalle vacanze a metà luglio, quando gran parte delle persone in vacanza ci deve ancora andare, può suonare un po' anacronistico. Il fatto è che io sono tornata da poco da un lungo soggiorno in Liguria (qui, qui, qui e qui), quindi il tema mi tocca da vicino. Se le vostre vacanze devono ancora arrivare, invece, spero che questo post vi torni utile nei prossimi mesi.

Il rientro in città dopo le vacanze non è mai facile, soprattutto se hai lasciato mare sole e caldo e ti trovi in un posto piovoso con 19*C.
Normalmente mi chiuderei in casa a rattristarmi, ma questa volta sono tornata a casa portando con me piper-cugina che starà qui in visita per un po' e che sto quindi portando in giro per Amburgo.
Ed ecco che ho scoperto come neutralizzare la malinconia da rientro: rendere il rientro entusiasmante! Riempire il più possibile i primi giorni a casa di cose belle da fare, cose che rendano piacevole l'idea di essere a casa. Dedicarsi delle coccole per addolcire il passaggio da vacanza a vita quotidiana.
Ecco qualche idea tra quelle che ho attuato questa settimana.

Se siete stati via un po', probabilmente il frigorifero al vostro rientro sarà vuoto da sentire l'eco. Cogliete l'occasione e concedetevi una seratina con cena da asporto (scegliendo il vostro cibo preferito) e film sul divano. Si avrà la sensazione di aver prolungato un po' la vacanza. Se per una volta aspettate il giorno dopo a disfare i bagagli e fare le lavatrici non morirà nessuno.


mercoledì 13 luglio 2016

Leaving Liguria

La mia lunga vacanza ligure sta volgendo al termine. 
Lunga è stata lunga: era da quando andavo all'università che non stavo al mare così tante settimane di fila!
Sul termine vacanza, invece, ci sarebbe da discutere. Chi ha avuto un figlio lo sa: ai piccolini il concetto d vacanza sfugge completamente. Vacanza significa prendersi una pausa da ciò che si fa di solito (generalmente lavorare) per riposarsi e fare quello che solitamente non si ha tempo per fare, come leggere, dormire, riposarsi... Piper-baby per ora è ignaro di tutto ciò, per cui non ci sono stati orari da vacanza, non c'è stato più riposo del solito e anche la lettura non è stata molto fruttuosa. In pratica l'unica cosa che è cambiata rispetto alla vita solita è la location.
Dici poco.
La collocazione geografica può fare una gran differenza. E infatti io ho cercato di godermi ogni momento, nonostante gli orari strani e le limitazioni di quest'anno.

Ci sono cose di quest'estate ligure che mi mancheranno in modo quasi doloroso quando tornerò nella bellissima ma decisamente più fredda e piovosa Amburgo.

Il non pensare a che scarpe mettere. Avere la certezza, settimana dopo settimana, di potersi infilare i sandali e uscire, senza guardare fuori dalla finestra, senza nemmeno uno sguardo alle previsioni del tempo. Per me questo è un lusso.
Mi ero quasi dimenticata di com'è vivere in un posto in cui si ha la certezza che estate significa caldo e sole.

Svegliarsi e vedere il mare credo sia una delle cose più belle del mondo.


lunedì 11 luglio 2016

A Finale Ligure i santi ballano

Sto passando queste settimane di inizio estate al mare in Liguria a casa dei miei e, anche se con un bambino di pochi mesi le uscite serali sono state quasi inesistenti, sono comunque riuscita a ritagliarmi un paio di cene con amici, approfittando dei piper-genitori come babysitter.
Una cosa che non mi sono voluta perdere e' stata la festa di San Pietro e Paolo, patroni di Finale Ligure (la nostra cittadina), il 29 giugno.

Interno della chiesa di S.S. Pietro e Paolo a Finale Ligure

giovedì 7 luglio 2016

Facciamo un gioco

Tra la nascita e il battesimo (e anche in momenti a caso negli ultimi 10 mesi) piper-baby ha ricevuto un numero incredibile di giochi. Da quando si sa spostare da solo e interagisce di più con persone e cose (da quando insomma ha superato la fase in cui trova interessanti solo le sue stesse mani), ho creduto che propinargli tali giochi mi avrebbe permesso di avere qualche minuto di tranquillità mentre lui è sveglio, per fare cose pazzesche tipo mandare una mail. Ho poi scoperto che la soglia di attenzione che suddetti giochi stimolano in mio figlio è di 15 secondi circa.
Ho però anche notato che ci sono giochi alternativi che lo tengono impegnato di più e sembrano dargli anche molta più soddisfazione. Ve ne presento qualcuno, nel caso anche i vostri figli siano annoiati dalla vita: forse qui troveranno qualche spunto interessante.

1. Il primo gioco si chiama "in un sol boccone".
Come si svolge: Giocatore1 (solitamente di età inferiore all'anno) deve approfittare di un momento di distrazione di Giocatore2 (solitamente detto "mamma") per gattonare in modo discreto e defilato verso un oggetto proibito. L'oggetto in questione deve essere scelto con cura: esso deve essere afferrabile, abbastanza piccolo da poter essere messo in bocca ma abbastanza grande da provocare morte per soffocamento. Giocatore2 a questo punto deve accorgersi che è iniziato il gioco e deve avventarsi su Giocatore1, meglio se in preda al panico più nero, e tentare di fargli sputare l'oggetto. Punti bonus vengono aggiunti se Giocatore1 morde il dito di Giocatore2 (mentre tenta di togliergli di bocca l'oggetto proibito) fino a farlo sanguinare.
Scopo del gioco: chiaramente far venire un infarto a Giocatore2. E possibilmente staccargli un dito.
Il gioco si considera concluso quando Giocatore2 dà un biscotto prima di cena a Giocatore1 per farlo smettere di gridare per avergli impedito di soffocarsi.

2. Il secondo gioco si chiama "caduta libera".
Come si svolge: Giocatore1 (solitamente un figlio piccolo) viene messo sul fasciatoio quando nella stanza inizia a diffondersi una discreta puzza. Lo scopo di Giocatore1 è buttarsi giù dal fasciatoio con ogni mezzo e trucco a sua disposizione. L'ostacolo è costituito da Giocatore2 (solitamente un genitore), il cui scopo è cambiare il pannolino di Giocatore1 senza farlo cadere dal fasciatoio (e possibilmente anche senza finire coperto di cacca).
Il gioco viene reso interessante dalle variabili A (la bravura di Giocatore1 a divincolarsi) e B (la tenacia di Giocatore2 a non mollarlo), per cui si sa quando il gioco comincia, ma non si può mai essere sicuri di quando finirà (generalmente a Giocatore2 sembrerà non finire mai).
Il gioco si considera riuscito particolarmente bene se, al termine, Giocatore2 ha bisogno di una doccia.

3.Il terzo gioco si chiama "mi piego ma non mi spezzo".
Ecco un gioco che si può fare in gruppo!
Come si svolge: il gioco viene iniziato da Giocatore1 (anche in questo caso generalmente di età inferiore all'anno) quando si trova sul seggiolone. Per dare il via al gioco egli deve lagnarsi fino a quando uno degli altri giocatori gli mette in mano un oggetto qualsiasi per distrarlo e convincerlo a mangiare. A questo punto Giocatore1 deve buttare a terra suddetto oggetto e poi strillare fino a quando uno degli altri giocatori lo raccoglie e glielo ridà. L'operazione va ripetuta fino allo sfinimento di tutti i partecipanti.
Giocatore1 vince quando tutti gli altri giocatori hanno la schiena spezzata.

Buon divertimento!


lunedì 4 luglio 2016

Appunti di viaggio: gita a Eze

Ecco, giusto nell'ultimo post lamentavo la mancanza di viaggi nella mia vita nell'ultimo periodo e taaaac! viaggio è stato, proprio questa settimana. Beh, definire "viaggio" un'ora e un quarto di macchina può sembrare eccessivo; inoltre siamo andati sulla riviera francese, che paragonata alla Liguria non è che sia poi così dissimile... anzi in un'ottica mondiale sono estremamente simili. Il concetto di viaggio qui però è semplicemente andare in un posto nuovo, vedere qualcosa di non ancora conosciuto. Quindi dai, chiamiamolo viaggio.
Siamo stati a Eze, piccolissima e deliziosa cittadina medievale sulla riviera francese, indicativamente situata tra il Principato di Monaco e Nizza, ma posta su un'altura da cui si gode il panorama della costa.

La cittadina è molto piccola, ma vale la pena prendersi alcune ore per visitarla con calma e apprezzare gli infiniti angolini pittoreschi che ha da offrire. 
Inizio con una carrellata di foto, mentre in fondo troverete alcune informazioni (si spera) utili.